Piano di rilancio del mercato orticolo di Chioggia
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Piano di rilancio del mercato orticolo di Chioggia

Chioggia, 11 Gennaio 2013

Il presente progetto, che avrà uno sviluppo quinquennale, è suddiviso in 3 capitoli:

  • scopi,
  • obiettivi
  • azioni

 Scopi: 

il rilancio del settore orticolo chioggiotto, attraverso la gestione dell’Ortomercato.
Per far si che ciò si possa realizzare, ci si deve, innanzitutto, riappropriare della fiducia di quei produttori che negli anni si sono disaffezionati al conferimento dei propri prodotti alla Centrale Orticola di Brondolo, arrivando a preferire altri canali di vendita (contratti diretti con i commercianti, con le GDO, vendita in altri mercati, es. Rosolina, ecc.);

 Obiettivi:

1. Recuperare, rilanciare e valorizzare i prodotti orticoli tipici clodiensi.

2. Favorire il ricambio generazionale.

3. Avviare progetti di completamento della filiera produttiva di alcuni prodotti orticoli, successivi alla fase di conferimento del prodotto lavorato grezzo.

4. Migliorare a livello qualitativo la salubrità, la genuinità e la serbevolezza dei prodotti orticoli.

5. Riassetto logistico ed organizzativo interno al mercato.

6. Avviare un polo turistico per la promozione del territorio rurale clodiense dalla primavera all’autunno.

 Azioni:

per ciascun obiettivo sono previste molteplici azioni che mirano al risultato sperato o atteso.

1. Recuperare, rilanciare, promuovere e valorizzare i prodotti orticoli tipici clodiensi, mediante

a. la partecipazione a rassegne, mostre e fiere nazionali ed internazionali inerenti il commercio agroalimentare dei prodotti;

b. una proposta di manifestazioni gastronomiche ed eventi folkloristici legati alla promozione e alla valorizzazione dei prodotti tipici. Iniziative la cui realizzazione potrà essere anche in sinergia con il volontariato locale, condividendone nell’occasione gli obiettivi solidaristici:i. “Sagra degli Ortaggi” o “Festa dell’Ortolano” a Sottomarina in Piazza Europa, a fine primavera o in estate, legata alla figura dell’ortolano “marinante”, come lo è la Sagra del Pesce a Chioggia legata alla figura del pescatore chioggiotto;

ii. la riproposizione della manifestazione legata alla Zucca Marina di Chioggia nel periodo tra ottobre e novembre;

iii. la riproposizione della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, come appuntamento annuale, quale evento rivolto alla collettività a scopo conoscitivo del comparto orticolo chioggiotto, attraverso una nuova programmazione, associata, di anno in anno, ad un tema specifico e trasversale, che funga da trait d’union per tutti gli operatori economici;

iv. ideazione di iniziative di “gemellaggio” con località e territori che vantino prodotti di qualità che possano essere abbinati ai nostri;

c. l’avvio del progetto di rilancio del carciofo violetto di Chioggia, (progetto proposto e adottato dal Comune di Chioggia in

collaborazione con Veneto Agricoltura, oggi in attesa di un finanziamento per poter essere avviato);

d. il ricorso al marchio di tutela e origine per la cipolla bianca (DOP);

e. l’istituzione di un Presidio Slow Food per la Zucca Marina di Chioggia;

f. l’adozione di marchi commerciali legati a metodi di produzione a basso impatto ambientale (esempio il marchio Eco-Cavallino dei produttori di Iesolo, conosciuto per il simbolo della coccinella);

g. la promozione e il rilancio delle produzioni orticole marginali, attraverso nuovi accordi con gli acquirenti (grossisti, negozianti,

ristoratori, consumatori finali ecc.) per i seguenti prodotti:

i. la Patata di Chioggia precoce, varietà Lisetta in sostituzione della Bea, purché commercializzata matura come richiesto da alcuni

commercianti;

ii. la Cipolla Bianca di Chioggia o “Musona di Maggio e Giugno” prodotta nel mese di giugno come richiesto da alcuni commercianti;

iii. la Zucca Marina di Chioggia o “Suca Baruca”, con l’incremento della produzione a seguito di una programmazione pianificata in accordo con nuovi possibili acquirenti, quale l’agroindustria e l’artigianato (farina di zucca per prodotti dolciari);

iv. l’insalata “Giasiola” o Insalata del marinante, prodotta da molti ortolani solo per consumo familiare, può diventare un prodotto importante per la gastronomia chioggiotta, specie per la ristorazione;

v. il Sedano Gigante di Chioggia, il Prezzemolo di Chioggia e la Catalogna di Chioggia, vengono prodotti oggi da pochissimi ortolani e solo per consumo familiare;

vi. l’Asparago di Padova o di Conche, prodotto anche nelle località chioggiotte di Valli e Piovini; per poter soddisfare l’aumento delle richieste di mercato si potrebbe espandere la sua coltivazione, data la buona vocazione dei terreni sabbiosi, nelle località di Brondolo, Ca’Lino, Sant’Anna e Canal di Valle;h. con il ricorso ai finanziamenti pubblici grazie ad accordi con le Camere di Commercio, le Provincie, la Regione Veneto e, attraverso la presentazione di appositi progetti ai bandi PSR e GAL;

2. Favorire il ricambio generazionale, con

a. la realizzazione di corsi di formazione mirati all’avvio della nuova attività o professione, ossia corsi di primo insediamento specifici per i giovani agricoltori orticoltori;

b. il ricorso alle risorse finanziarie dei bandi PSR attraverso le domande di contributi in conto capitale per la realizzazione di investimenti (macchine, attrezzi) e per l’abbuono di interessi per l’acquisto di terreni (bando ISMEA);

c. il ricavato derivante dalle manifestazioni (feste e fiere), reinvestendo tali risorse in progetti e programmi per il sostegno delle nuove generazioni di agricoltori che si apprestano all’avvio dell’attività orticola, sia subentrando all’azienda familiare che avviandone una di nuova;

d. l’avvio e la gestione di un orto sociale per anziani in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Chioggia;

3. Avviare progetti di completamento della filiera produttiva di alcuni prodotti orticoli, successivi alla fase di conferimento del prodotto lavorato grezzo, attraverso:

a. la realizzazione di strutture ed impianti per la lavorazione, il lavaggio, la conservazione e il confezionamento dei prodotti orticoli mediante il ricorso alle risorse finanziarie derivanti dalla partecipazione ai bandi pubblici regionali ed europei quali quelli del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) e quelli del GAL (Gruppo di Azione Locale);

b. l’acquisizione di sistemi ed impianti per la trasformazione dei prodotti orticoli (IV gamma, marmellate, succhi, grappa, birre ecc.), mediante l’accesso alle specifiche misure 123 e 124 del PSR;

4. Migliorare a livello qualitativo la salubrità, la genuinità e la serbevolezza dei prodotti orticoli

a. avviando nuove tecniche e metodologie di coltivazione legate alla sostenibilità delle produzioni a basso impatto ambientale, che

consentono di ottenere un prodotto di migliore qualità intrinseca (sano, durevole, buono), quali la lotta integrata, la rotazione colturale e la riduzione degli apporti di azoto;

b. incentivando l’utilizzo di seme autoctono rispondente ad un prodotto peculiare della zona e di miglior qualità intrinseca (gusto) rispetto al prodotto ottenuto da seme ibrido;

c. incentivando i produttori locali a produrre Radicchio di Chioggia marchiato IGP, la cui produzione, come da disciplinare, deve obbligatoriamente derivare da seme non ibrido;

d. promuovendo le produzioni orticole biologiche, in accordo con i mercati BIO (Cooperativa Tamiso, AVEPROBI ecc.) incentivando i produttori locali alla produzione biologica, attraverso l’apertura di un punto vendita all’interno del mercato;e. avviando dei corsi di formazione mirati per gli ortolani su tecniche e metodi di lotta integrata, sull’agricoltura sostenibile, sull’agricoltura biologica, sulla qualità delle produzioni, sulla certificazione;

5. Riassetto logistico ed organizzativo interno al mercato, attraverso

a. la ri-destinazione degli spazi liberi inutilizzati da concedere in affitto ad operatori del settore con possibilità di introitare maggiori risorse finanziarie;

b. la possibilità di affittare l’intero complesso o parte delle strutture del mercato per la realizzazione di eventi fieristici tipo “Campionaria”, rivolta in particolare ad altri operatori economici (artigianato, servizi, ecc.), nei periodi “morti” (es. nei mesi di agosto e marzo), quando la contrattazione è pressoché nulla per assenza di conferimento di prodotto, allo scopo di introitare risorse economiche;

c. la modifica, al fine di una maggiore trasparenza, del sistema di contrattazione esistente: da asta ad “orecchio” ad asta con chiamata del prezzo udibile oppure visibile (es. asta ad orologio), partendo da una quotazione minima (base d’asta);

d. la destinazione di uno spazio all’interno del mercato per la vendita del prodotti biologici;

e. nuovo portale web;

6. (*) Avviare un polo turistico per la promozione del territorio rurale clodiense e dei sui prodotti dalla primavera all’autunno, attraverso

a. nuove forme di turismo, quali quello escursionistico ambientale, naturalistico ed eno-gastronomico, legati ad una filosofia slow, come il cicloturismo, l’ippoturismo, il turismo fluvio-lagunare e fluviomarittimo, l’agriturismo e i percorsi del gusto dei prodotti tipici locali (del tipo itinerari delle strade del vino). Polo turistico quale meta o punto di partenza per itinerari escursionistici che da Chioggia e Sottomarina si spingono nell’entroterra padano (veneziano, rodigino e padovano);

b. la predisposizione di appositi itinerari enogastronomici attrezzati di adeguata cartellonistica e di servizi per l’accompagnamento guidato;

c. l’apertura di un punto informativo turistico con collegata attività di noleggio biciclette con apposito servizio navetta e magazzino per ricovero ed officina;

d. l’apertura, in collaborazione eventuale con il volontariato locale, in una prospettiva di un significativo flusso originato dal Parco Commerciale vicino e prossimo all’apertura, di uno spaccio con annessa “spuntineria” che sia anche una vetrina dei prodotti tipici locali, dell’artigianato e della gastronomia chioggiotta, ai quali potrebberoaggiungersi anche quelli di qualità dei territori vicini al nostro, per offrire al visitatore/cliente una opportunità di conoscenze e di scelte la più completa possibile.

e. il ricorso a finanziamenti pubblici per la realizzazione di pacchetti turistici e per la strutturazione degli itinerari turistici (es. realizzazione di aree attrezzate per la sosta, torrette per l’osservazione, passerelle per il superamento di ostacoli), attraverso la presentazione di progetti mirati ai bandi PSR e GAL;(*) Gli itinerari ciclo-turistici possono partire anche dai centri di villeggiatura di Sottomarina e Chioggia con tappa alla Centrale Orticola di Brondolo. Dal Ponte dell’Isola dell’Unione si giunge a Brondolo Vecchia percorrendo le piste ciclabili Lusenzo e Viale Venturini, sotto passando sia la ferrovia che la Romea, grazie alla nuova rotonda; oppure, dal parcheggio di Isola Verde percorrendo l’argine dx del Brenta si arriva a Brondolo Nuova e poi sotto passando la ferrovia e la Romea.

Dal Mercato di Brondolo si articolano una decina di itinerari cicloturistici, molti dei quali sono già stati collaudati sulle realtà agricole esistenti che operano nel campo della ricettività rurale, in aziende agricole attrezzate per l’ospitalità dei visitatori, anche giornalieri, sia in termini di visita ed accoglienza alla degustazione dei propri prodotti agricoli aziendali, nonché alla vendita diretta, attraverso i spacci aziendali.

Il Presidente

agr. Marco Boscolo Bachetto

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