Zucca marina di Chioggia
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Zucca marina di Chioggia

Termine dialettale: Suca Baruca o Marina de Ciosa.

Genere e specie: Cucurbita maxima Duchesne; (Zucca)

Famiglia: Cucurbitaceae;

Botanica: forma biologica = Terofita scaposa; annuale, alta 2-6 m. Fusti striscianti o rampicanti, irsuti con cirri ramosi. Foglie con lamina cuoriforme, ruvida, oscuramente dentata. Fiori femminili con peduncoli non ingrossati; corolla campanulata 5-10 cm giallo-aranciata; frutto generalmente ellissoide schiacciato ai poli diametro 3-6 dm con polpa giallo-aranciata; semi bianchi, ovali schiacciati (1×1,5-2 cm); polpa e semi commestibili.

Fiorisce tra luglio e agosto.

Distribuzione: CentroAmerica, coltivata e spesso inselvatichita presso gli orti da 0-1500 m. Comune in tutto il territorio italiano

Storia e tradizione: originaria dell’America tropicale (Messico, Perù), dov’era coltivata già qualche millennio a.C.; solo dopo la scoperta delle Americhe giunse in Europa. Già i romani però conoscevano una cucurbita che probabilmente si riferiva a Lagenaria siceraria (Zucca da vino), in chioggitto suchi, utilizzata sia come salvagente che come borraccia.

La patria d’origine della Zucca Marina è Chioggia, sorta probabilmente già alla fine del XVII secolo, da cultivar americane più o meno selvatiche, i cui ortolani di allora giunsero a questa selezione a seguito di incroci di due o più tipi diversi, ottenendo così la mitica suca baruca, famosa in tutto il mondo. Grazie soprattutto al più celebre commediografo italiano: Carlo Goldoni, immortalò la zucca nelle “Baruffe Chiozzotte”, il cui pezzo di zucca cotta è stato la causa scatenante delle baruffe, l’offerta della zucca a Lusietta, promessa sposa a Tita Nane, da parte del giovane Marmottina, un vero e proprio pretesto per iniziare le baruffe.

Il termine Zucca “Marina” di Chioggia risulta improprio, frutto di un errore che le ditte sementiere fecero intorno agli anni settanta, confondendola con la lagenaria, per l’utilizzo che se ne faceva come salvagente per cui marina, oppure per l’abbreviazione della parola Sotto-marina.

Il termine corretto risulta Zucca “Barucca” o Suca baruca, come riportato in seguito.

Il celebre naturalista chioggiotto Fortunato Luigi Naccari nei primi dell’800 nella sua “Flora Veneta” ci ha lasciato una testimonianza importantissima sulla zucca chioggiotta, riporta: nella famiglia delle Cucurbitaceae, le specie di Cucurbita: Zucca popona o C. pepo L. annoverando tra i sinonimi anche la suca baruca; Zucca clodiense o Cucurbita clodiensis Michi, tra i cui sinonimi figurano zucca di Chiozza, zucca dal collo torto e zucca santa, citando Chioggia come maggiore produttrice di queste due specie. Dando anche alcune indicazioni sull’utilizzo dei semi di Zucca popona quali appartenenti al gruppo dei Semi Freddi Maggiori, che venivano usati in epoca antecedente sotto forma di emulsione nelle “febbri ipersteniche e nella stanguria”. E che dai semi si ricava un olio “ottimo per friggere il pesce, per i lumi e forse anco per la medicina”, cercando di promuoverne l’utilizzo. La terza specie che descrive è la Zucca orciuolo (che probabilemente appartiene al genere Lagenaria). Dopodichè segue la descrizione di una Zucca verrucosa, tra i cui sinonimi appare zucca mestrina.

In passato a Chioggia, fino agli anni ’70, la zucca veniva consumata soprattutto cotta al forno e venduta nelle calli. Altre tradizionali varianti erano la suca col late, i rafioi ripieni de suca, i gnochi de suca. Ma il piatto veneto per eccellenza è la minestra de risi e suca. Tra i dolci ricordiamo la medievale pinza e come ingrediente base per la smegiassa.

Oggi purtroppo, il consumo di zucca marina è notevolmente diminuito rispetto a quanto veniva in passato, a favore di nuove varietà come la violina, la delica e la mestrina. Queste ultime, diversamente alla marina si accomunano per il fatto che il loro frutto è di taglia ridotta, cosa assai apprezzata dai consumatori d’oggi, se pensiamo che una famiglia tipo è costituita da sole 2-3 unità. Inoltre, rispetto alle altre zucche quella marina si caratterizza per la scorza piuttosto dura e la polpa più soda ma priva di fibre, aspetti questi poco graditi dalle odierne massaie. Ma nel confronto gustativo la Marina non ha rivali tra le zucche, le qualità intrinseche e organolettiche sono superiori. Attualmente la zucca marina viene prodotta un po’ in tutta Europa, grazie alle diverse ditte sementiere che commercializzano il seme ovunque. A livello locale, da diversi anni, si sta assistendo ad un continuo calo di produzione, tanto che non viene più vendita al mercato all’ingrosso ma solo nei mercati locali.

La Zucca marina ha tutte le caratteristiche per poter essere rilanciata ed avere i riconoscimenti che gli aspettano, auspico che questo splendido prodotto orticolo possa presto arrivare a fregiarsi del titolo di “presidio” Slow food, attraverso il riconoscimento della Regione Veneto. Un motivo in più per risollevare il quanto mai arrancato comparto orticolo clodiense.

Descrizione: l’influenza del mare sul clima di Chioggia e dintorni ha sicuramente contribuito al diffondersi di questa cucurbitacea che non ama le temperature basse ed ha elevate esigenze termiche sia per la germinazione 25-30°C che per la crescita 20-30°C. Per questo motivo la coltura della zucca si inserisce bene nella rotazione agricola con colture a ciclo autunno-invernale o con raccolta primaverile come radicchio precocissimo, erbetterave, cipolle da maggio. La zucca sfrutta poco il terreno e non richiede molte cure. Il veloce sviluppo fogliare è in grado di coprire bene il terreno, così da impedire che la sabbia venga alzata dal vento. La Zucca Marina non è mai stata oggetto di investimenti, e chissà che cure, ha sempre avuto il profilo della coltura povera e marginale. Ciò nonostante è sempre stata presente nell’area clodiense con i suoi alti e bassi è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri. Oggi gli unici che la producono sono ortolani in pensione che la coltivano solo per uso casa, per i propri amici e familiari. La zucca è una pianta frugale e rustica, che a parte il caldo non ha grosse esigenze in fatto di umidità e fertilità del terreno. Ad ogni modo per essere economicamente valida come coltura occorre che il terreno sia sufficientemente fertile in fatto di sostanza organica (la zucca ama il letame) ed abbastanza poroso.

La Zucca Marina di Chioggia in quanto pianta rampicante si comporta come una coltura tappezzante, sviluppandosi rasoterra alla ricerca di luce. Viene seminata tra aprile e maggio, quando ormai le gelate tardive non dovrebbero più destare preoccupazione, con un sesto di 1,5 metri nella fila x 2-3 metri tra le file. Prima che gli steli della pianta arrivino a coprire gli spazi vuoti a livello del terreno, occorre intervenire con un paio di operazioni di sarchiatura o zappatura con lo scopo di eliminare le erbe infestanti. La raccolta si esegue tra agosto e settembre e deve essere assolutamente fatta a mano. Normalmente il giusto grado di maturazione coincide con il disseccamento della parte vegetativa. Qualora dovessero verificarsi condizioni climatiche fresche e piovose, la coltura potrebbe continuare a vegetare anche in autunno con la formazione di nuovi frutti tardivi, che però non sono buoni come quelli ottenuti durante l’estate, pertanto non vale la pena prolungare la stagione con il rischio di possibili danni con le prime brinate invernali.

Caratteristiche merceologiche: nel Veneto la Marina è la zucca classica per eccellenza ed anche la più conosciuta. Riconoscibilissima per la sua particolare forma arrotondata che la fa sembrare un turbante, marcatamente schiacciata ai poli, costoluta ed irregolare con ampio e caratteristico “ombelico” a sostituire la cicatrice stilare, con buccia di colore grigio, peduncolo grosso, molto sviluppato e tendenzialmente lungo. Il seme normalmente viene auto-prodotto dagli stessi ortolani della zona; ciò da vita ad una certa variabilità genetica anche all’interno della stessa coltura che si manifesta con differenziazioni morfologiche nella taglia, nel colore della buccia o della polpa e con diverse bollosità, consistenza e spessore della buccia. Accertate le caratteristiche varietali: quali il colore della buccia, da verde, verde scuro a verde ramato, la forma tondeggiante, vistosamente schiacciata, costoluta e bitorzoluta con ombelico ben evidente; per poter essere venduta deve inoltre mostrarsi sana ed intera, pulita, a pasta marcatamente colorata di giallo-aranciato quanto più spessa possibile, con buccia sottile ma resistente e con semi ben sviluppati e maturi;

Curiosità: la zucca ha sempre destato curiosità tra la gente sia nei piccini ma anche nei grandi, vuoi per la sua forma particolare e buffa che assomiglia appunto ad una zucca in dialetto suca o sucon, testa vuota, fatto sta che è entrata nell’immaginario comune come il frutto fatato per antonomasia. Ed ecco che in cenerentola la zucca viene trasformata dalla fata Turchina in carrozza! Per arrivare ai giorni nostri alla festa di Halloween cioè delle streghe che si festeggia il primo di Novembre il cui simbolo è rappresentato dalla zucca. Dall’altra parte dell’Atlantico è molto sentita la tradizionale gara di chi produce la zucca più grossa e pesante.

Proprietà terapeutiche: la C. pepo è quella comunemente più utilizzata in medicina popolare: si utilizzano i semi che vengono masticati direttamente oppure previa tostatura o bolliti in acqua o latte e dolcificati con zucchero o miele e poi consumati, in alternativa, previa sbucciatura e macinatura, possono essere usati per la preparazione di “orzate”. Ma lo scopo principale per cui vengono usati i semi riguarda l’attività antielmintica, utilizzati sia nell’uomo che negli animali, hanno proprietà vermifughe e paralizzanti per i vermi piatti, come tenia, ossiuri, cestodi e ascaridi e per l’iperplastia prostatica benigna. La polpa viene usata principalmente a livello culinario, dove tantissime sono le ricette che si possono fare. La zucca è particolarmente nutriente ed anche molto digeribile, purché ben cotta, indicata anche per i diabeti. La polpa è lassativa e diuretica, emolliente per la pelle (uso esterno), tonico nei disturbi dello stomaco, dissenteria, enterite e prostatite. Assai utile nei casi di debolezza, insonnia, nelle infiammazioni delle vie urinarie, difficoltà digestive, enteriti, scottature e reumatismi. In cosmetica, sia come polpa che succo fresco, viene usata per migliorare la qualità della pelle, ottima anche contro scottature, ascessi ed infiammazioni.

Contro la stitichezza viene usato il succo fresco, ottenuto schiacciando la polpa dentro uno strofinaccio, berne un bicchiere a digiuno a giorni alterni per un mese. In caso di scottature, si usano le foglie fresche e giovani, lavate e asciugate e pestate per farne uscire il liquido, applicato così sulla parte dolente. Contro la Tenia occorre preparare una pasta vermifuga con 50 gr di semi freschi, 20 gr di miele e 150 gr di acqua nella quale sia stata immersa per 2 ore la buccia di un limone. Preparazione: sbucciare i semi, pestarli in un mortaio insieme col miele e poi aggiungere acqua. Dopo 15 ore di digiuno prendere la pasta e inghiottirla; poi dopo 5 ore prendere dell’olio di ricino od un altro purgante ed il successo è garantito.

Valori nutrizionali: per 100 g di prodotto fresco;

0 Commenti disabilitati su Zucca marina di Chioggia 1667 01 settembre, 2013 Prodotti settembre 1, 2013

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